La teenager…

Posted on 5 Gennaio 2009. Filed under: Attaccabrighe, Rancorosi e bastardi di Luigi Capone, Diario di bordo |

“La città è fredda, c’è aria di virus e di HIV. 

La città è cattiva e non c’è scampo per noi, siamo perduti.

Le torri della città sono destinate a crollare.

Qui mi manca tutto per essere me stesso, 

mi chiedo che cazzo campo a fare.”

 

La teenager dalla fica nera

Mentre torno a casa, sulla strada guardo il cielo e mi sembra infernale. 

Ho conosciuto una ragazza che vestiva sempre di nero, che aveva vari piercing sulla faccia, si metteva il trucco come quei cadaveri della musica dark degli anni’80. Era una puttana, solo che lei non lo sapeva ancora, aveva solo sedici anni; sedici anni e le sue paranoie, i suoi complessi, le sue fissazioni, i suoi idoli, la sua depressione,  la sua insaziabile voglia di cazzo. Cantava le sue canzoni tutto il giorno e  credeva di essere una star. La vidi in un locale, le dissi – ciao, come va? -. Ci ritrovammo  a parlare di Nirvana, quello buddista, e iniziò a parlare di sé come se lei fosse un’eccezione su tutta la faccia della terra, e come se fosse destinata a diventare una di quelle star che arrivano al massimo del successo e poi si sparano in bocca.

Insomma io ero appoggiato sulla porta d’alluminio del locale come un sacco di immondizia, mezzo alcolizzato, che sembravo un barbone, riuscii ad attaccare un discorso con questa tipa, mi chiese di aggiungerla a facebook.  Da tanto tempo non trovavo una tipa del genere, dai tempi del liceo, quando ne conobbi una che si fece tatuare Marylin Manson e che parlava sempre di morte e di suicidi. Anche questa così era, la stessa identica ragazza, per farvi capire era tipo Marla del film Fight Club, però sedicenne e stupida. In ogni modo era lei la protagonista, io mi sentivo già un vecchio arrapato brutto e malefico. Era lei la protagonista perché voleva provare l’ebbrezza di sentirsi veramente una troia. Volle provare l’ebbrezza di entrare nel cesso di quello schifo di locale e succhiarmi il cazzo in mezzo alla puzza di piscio; però, cazzo come mi piacevano le sue labbra, le muoveva leggermente sulla cappella con un po’ di lingua e poi se lo piantava tutto dritto in gola, io la tenevo per i capelli, e le dicevo parolacce, che a lei piacevano. Le schizzai tutto, non so quanta roba, in bocca, e lei pareva soddisfatta, e si spalmava anche un po’ di sperma sulla faccia, dicendomi :- ci voleva proprio -.

Il giorno dopo la chiamai, le dissi che avevo una buona bottiglia di Berlucchi che volevo consumare con lei. Mi rispose un po’ annoiata dicendo che aveva una cena con i nonni.  Io le risposi – voglia di cazzo? – e lei mi minacciò che avrebbe riattaccato, così decisi di ammorbidire la conversazione.

-che hai fatto capodanno? –

-sono stata a ballare con gli amici, ma Gianni, il mio ragazzo, non c’era, lui fa il dj e quella sera ha suonato in un’altra discoteca – 

-capisco, saresti potuta venire con me, io sono andato a Roma – 

- si ma mi sono divertita tanto tanto, sono stata con i miei trombamici – 

-trombamici eh? – e risi – e quanti erano ? – 

- cinque – 

- te ne sei scopati cinque insieme?

- no, uno dopo l’altro – 

- Ottimo- dissi –e il tuo ragazzo  è un grandissimo cornuto – 

-No ma io lo amo, lo amo da morire, solo che quando lui non c’è scopo con i miei trombamici, ne ho tredici, ma sono tutti amici d’infanzia, uno è anche mio cugino e c’è l’ha veramente grosso, altri sono amici di mio fratello –

- Allora io sto per diventare il quattordicesimo trombamico –

Non rispose subito, stava blaterando con una sua amica vicino a lei, le stava urlando – Stronza vaffanculoo- e si sentirono dei rumori, sembrava una matta, una fuori di testa, ma di sicuro qualche problema serio ce l’aveva. Poi rispose :

- Si, può darsi, dobbiamo ancora vedere, dipende… -

- Da come ti fotto? –

-Anche- e poi  si sentì un altro rumore dal telefono e lei che urlava – sta arrivando il mio amoooore, brutta troia succhia cazzi che non sei altro, il mio amoooore - 

-Io ti spacco il culo uagliuttè – 

- ahahha, ora basta, come sei volgare, ciao – e riattaccà urlando – Amooooore, amoooore , amoooore -.

 Quella sera io uscii da solo, camminavo con una birra in mano per la città, giravo per i bar; la trovai dopo qualche ora, che ero ormai ubriaco,  in un locale schifoso che se la faceva con due ragazzi che conoscevo, due merde secche. Mi avvicinai e le dissi – E ora vai a fargli un pompino nel cesso – e rivolto a loro : – ragazzi, fa dei gran pompini -. Ci fu un attimo di sbandamento e incredulità tra di loro, poi uno di loro mi prese a pugni e a calci e io dovetti desistere, ma mentre mi buttavano fuori dal locale ridevo e urlavo:-succhiami il cazzo!-.

Mi ritrovai con gli occhi di fronte al cerchione di una wolksvagen, pieno di lividi, disteso sulla neve fredda, con la neve in faccia, da solo come un cane che sta pisciando,   e pensai : – come mi hanno ridotto per una teenager dalla fica nera-.

di Luigi Capone

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4 Responses to “La teenager…”

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sei un grande luigi pero’potevi gestirla meglio e trombarla anke in kulo il ricordo sarebbe stato piu’ indelebile…….

Hai ragione, ma purtroppo le cose non vanno mai come uno vorrebbe!
Ci vediamo al grunge!!!!!

le teenager sono le più zoccole conddivido il prere di gianluca in culo senza sputa

tra tanti nomi di fantasia u curnutu solo gianni si doveva chiamare pezzo di merda cmq fammi conoscere qualche tua tromboamica mo che arrivo nell’ alta irpinia blues…


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