Territorializzazione maledetta territorializzazione.
Negli ultimi tempi un po’ tutti parlano di Territorializzazione.
In particolare i politici, prendendo in considerazione Nusco, ne parlano sia quelli dell’U.D.C., o meglio gli incalliti Demitiani che non hanno un vero e proprio partito politico, sia quelli del PD che sono i promotori del giornale su cui, in questo momento, sto scrivendo.
Molti di loro, specialmente quelli che hanno mansioni amministrative riempiono di continuo le loro relazioni e i loro comizi con frasi fatte come: “basta con i campanilismi, il futuro
per le nostre terre è relazionarci con i paesi, i comuni, a noi vicini.”, “ Dobbiamo cominciare a ragionare per territori non più per paesi, perché, nell’era della globalizzazione, i piccoli centri come il nostro, sono destinati a morire, a divenire paesi cimitero.”
Allora ogni cittadino, ogni maggiorenne votante comincia a prendere coscienza del problema, ed inizia la sua processione ogni giorno per tutti i paesi dell’alta-bassa-media-lontana irpinia, consumando il consumabile, fuori dalle quattro mura abbattute del nostro amato “balcone”.
il cittadino va fuori paese a spendere, spesso ci lavora o si innamora e investe in quel luogo per sè e per i suoi figli, mettendo da parte le pietre che l’hanno cresciuto, semplicemente per un luogo più grande, con più gente, e casomai con il posto auto sotto il culo della sua casa con giardinetto fiorito, e altalene plastificate verde Ikea.
il problema della Territorializzazione, in realtà è che la attua solo il cittadino, mentre gli amministratori, quando si parla di fare politica sul territorio, o pensano ai fatti loro, oppure aspettano che l’emergenza venga risolta da qualcun’altro in modo che al loro arrivo, possano fare i belli con i mass media. e qui vi posso citare un caso eclatante: “qualcuno” ha partecipato con ritardo ad una manifestazione di protesta contro la megadiscarica sul Formicoso, o meglio si è degnato di presentarsi solo quando tutto l’”ambaradam” ha avuto un buon risvolto mediatico così con i loro bei gonfaloni si sono “sparati” la posa nella foto con l’ex consigliere provinciale, finendo sui giornali del giorno dopo, mentre la povera gente si preparava per il freddo del presidio permanente sul ventoso formicoso, intorcigliata al filo spinato del nuovo lager irpino.
E la stessa situazione è la non presa posizione sulla questione sanitaria che ha colpito come un tornado due dei nostri cari ospedali di provincia. i nostri amministratori non parlano non vedono non sentono….aspettano.
per far capire che a livello politico è ancora prematuro parlare di territorializzazione, vi
porterò un esempio di qualche giorno fa. il p.d. di nusco ha organizzato un convegno dove sono intervenuti il segretario provinciale Vittoria e il senatore della repubblica ex assessore regionale De Luca, che immancabilmente come succede da quattro anni a questa parte hanno parlato, tra le altre cose anche di Territorializzazione. si è parlato del futuro della provincia abolendo i “campanili”, si è detto che il problema del Formicoso deve essere affrontato civicamente da parte di tutte le comunità Irpine anche quelle che non sono coinvolte direttamente, si è parlato dei giovani e del loro disagio nei piccoli centri, e infine si è parlato dell’emergenza sanitaria. benissimo, tutti questi concetti sono stati espressi in modo semplice senza troppo politichese, sia da parte dei politici, che da parte dei singoli cittadini che sono intervenuti, ma il problema resta, perché a settembre ad Andretta il PD ha organizzato una tre giorni, con una serie di dibattiti pubblici sulla questione della megadiscarica sul Formicoso, concludendo il tutto sabato 13 con il concerto di James Senese, la partecipazione è stata buona, la manifestazione sembrava quindi riuscita, tranne per una piccola questione, che lo stesso giorno la sezione di Montella aveva organizzato la prima festa del p.d., con dibattito e spettacolo musicale annesso. A questo punto mi chiedo ma la segreteria provinciale dove era quando ha dato il nulla osta per tutte e due le manifestazioni? la sezione di Montella non poteva organizzare dei pullman e portare i suoi elettori ad affrontare un problema che riguarda il proprio territorio…l’ Irpinia? Perché quel maledetto giorno, non vi siete presentati in cento ad appoggiare il vostro partito, diciamo in segno di unità politica, dove non si parlava, di poltica nazionale ma di un grave problema dell’ Irpinia? e parlate, ancora di Territorializzazione. Perfavore la prossima volta organizzatevi.
ma la cosa che mi ha fatto più ridere il 13 settembre è stato che ad Andretta il forum dei giovani aveva organizzato la giornata conclusiva di un tour di due settimane con l’obiettivo di raccogliere le firme contro la costruzione della megadiscarica di pero spaccone, ed avevano chiesto al comune l’autorizzazione per svolgere una manifestazione musicale, nella piazza del paese. l’autorizzazione fu concessa già all’inizio del tour che li ha visti impegnati in molti comuni irpini, ma ad un certo punto cinque o sei giorni prima il sindaco ha convocato il presidente del forum di andretta e gli ha comunicato che lo stesso giorno la piazza del paese era stata impegnata dalla sezione del pd cittadino che aveva organizzato la manifestazione con il concerto finale del musicista napoletano, ma il primo cittadino ha assicurato che la manifestazione dei giovani che hanno saputo esprimere il loro dissenso civicamente, si sarebbe comunque svolta ma nel centro sociale, che è in periferia, in modo che tutto l’impegno degli organizzatori, sia buttato al vento del nostro santissimo Formicoso.
allora mi chiedo perché parliamo di Territorializzazione se ci sono problemi nell’amministrare da parte dei comuni, due manifestazioni che riguardano lo stesso argomento?
Perché non potevano conciliare le due manifestazioni in una sola?
Perché far fallire due cose uguali, solamente per seguire un colore di una bandiera? Perché non date lo spazio giusto ai giovani? come mai osate parlare ancora di problemi giovanili, se i problemi li create voi? Perfavore andate in mezzo ai giovani, parlateci, e capite loro che voglio fare, se è vero che siamo il futuro, dateci lo spazio giusto.
Francesco Prudente


