Mattina
Era una mattina di una notte alcolica
di solito non si alzava la mattina,
aveva in mente un brutto incontro, una donna che non voleva vedere, che
gli ricordava come la sua vita era andata farsi fottere.
I brutti incontri si fanno sempre al bar.
Quella mattina si alzò presto, avvelenato, con poche ore di sonno alle spalle,
vomitò nel cesso e iniziò a leggere un libro di poesie,
d’un tratto si fermò, iniziò a bestemmiare come un cane facendo volare vari calendari dalla finestra e intanto gli usciva una risata schizofrenica che avrebbe fatto paura alla gente.
Successivamente scrisse anche due o tre poesie,
pensando ai conti che aveva da pagare in giro,
e rimase lì a guardare il suo lavoro, un bel lavoro!
Gli risuonava anche nelle orecchie una canzone che aveva cantato il giorno prima,
una canzone che ormai gli suonava stanca e perduta, andata a puttane anch’essa.
E un attimo prima di farla finita con una corda, il suo cuore lo fermò,
pensò di dover tornare a casa,
rivide i suoi amori passati,
rimase in silenzio.
Bevve.
Di Luigi Capone


